Post M

The Entangled Storytelling of a Question

Tag: photography

Paris, 16e arrondissement

Cher lecteur,

voici un aperçu d’une de nos répétitions de la part d’un spectateur !

Photo by ©Ennio Petitdemange/inoutput

Merci Ennio et à bientôt !

Nerina

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Bruxelles, Ixelles

Cher lecteur,

cliquez ici pour le trailer de POST•M !

Bonne vision,

Nerina

Parigi, 12esimo arrondissement

Caro lettore,

in qualsiasi esperienza, che sia performativa, artistica, interattiva, di vita quotidiana, l’integrazione del proprio corpo è fondamentale. Senza corpo, non c’è presenza. E senza presenza, non può esistere lo scambio alla base di quella che considero l’esperienza umana. La presenza ruota tanto intorno a sé stessi, che alla relazione con gli altri. In yoga, Tadasana è l’esemplificazione di questo concetto: la posizione della montagna, in cui uno sta in piedi con i piedi radicati al suolo, la testa ben protesa verso il cielo e tutto il corpo tra testa e piedi in ascolto e respiro, permette di equilibrare tutto il corpo, di annichilire i pensieri, di creare spazio attraverso l’entrata di ossigeno e sentire se’ stessi e quello che ci circonda in onestà.

Con POST•M, stiamo imparando che cos’è Tadasana. Come si può costruire questa base di presenza per andare al di là di dove abbiamo cominciato. Quali sono le basi tecniche e fisiche per noi stessi, per la compagnia, per il nostro lavoro, per la nostra esplorazione. Stiamo andando al di là della fiducia gli uni verso gli altri: stiamo costruendo insieme qualcosa di unico, speciale, un viaggio unico.

Oggi, nel parco Hector Malot lungo la Promenade plantée, abbiamo fatto molte Tadasana e qualche salutazione al sole, in un certo senso. Continuando la costruzione della coreografia con Alena, abbiamo cercato l’origine e la motivazione di ogni gesto e di ogni frase. Viviane e Heather hanno esplorato la musicalità di Olympia, Maria ha cominciato a maneggiare la macchina fotografica. Abbiamo fatto l’introduzione alla costruzione del labirinto, capendo le necessità ingegneristiche necessarie per sviluppare l’estetica e la resistenza della nostra scenografia. Abbiamo incuriosito passanti e i senzatetto rumeni che avevano eletto il parco a residenza del pomeriggio, e che hanno cominciato a ripetere le parole che hanno letto sui testi battuti da Viviane e che hanno raccolto il coraggio a quattro mani per chiedere che tipo di danza faceva Alena. Perché a loro parlava. Raccontava una storia.

Tadasana, appunto. Scendere più profondamente nella sensazione di sé per connettersi a tutto quello che ci circonda e che fa parte di noi. Continuare a cercare quella sensazione finché non arriva. Avere la pazienza necessaria perché arrivi. E la fede, anche. Sapere dove cercare. E cercare.

Sempre,

Nerina